IDEALISMO E REALTA'


Le riflessioni che seguono prendono spunto da una interessante e gradevole lettura:
"Come vento, come onda". Dalla finestra di uno psicoanalista, i nostri (bi)sogni di gloria. 
AU: S.Bolognini ED: Bollati Boringhieri.
Questa lettura, non a caso, ha stimolato la mia  fantasia e quindi ho pensato di scrivere due righe che rappresentano una mia riflessione sull'argomento.
L’umanità in generale ha sempre avuto bisogno di coltivare miti che hanno principalmente lo scopo di nutrire la nostra mente. Non soltanto nell’infanzia, dove possiamo osservare una vita fantastica incredibilmente ricca senza la quale la mente non potrebbe avere uno sviluppo così articolato e creativo. Anche in età adulta abbiamo bisogno di fantasie, di immaginare la realtà diversa da quello che è. La differenza principale con l’infanzia è che dovremmo saper identificare, ciò che appartiene alla realtà e ciò che appartiene al mondo fantastico. In sostanza in età adulta si strutturano due livelli, uno che ha radici solide con la nostra infanzia e quindi capace di fantasticare e di muoversi in un mondo immaginario, e l’altro razionale in cui i riferimenti devono essere concreti, ancorati alla realtà, visibili e tangibili. Ovviamente la nostra parte razionale è "imbarazzata" dalla vicinanza di quella infantile sognatrice e desiderosa di protrarre il più a lungo possibile  l'illusione di onnipotenza magica che sono proprie dei primi anni di vita. L’imbarazzo di per sé è fisiologico, ma in certi casi le spinte difensive portano ad una vera e propria scissione nella nostra mente, per cui la parte razionale dell’individuo stesso fa in modo di non sapere su cosa stia almanaccando l’altra parte, quella cosiddetta infantile. Da queste considerazioni, diciamo che possono crearsi due tipologie estreme di personalità. Da una parte il  visionario, pronto a sposare qualsiasi cosa acriticamente, purché lo proietti in una dimensione magica - onnipotente, e dall’altra l'iperrealista, apparentemente ancorato, aggrappato alla realtà che, sempre apparentemente, nulla concede a ciò che non è comprovato e visibile. In verità questi ultimi, i così detti pragmatici,  sono persone che ospitano una dimensione idealista molto forte, sono spesso clienti di cartomanti, maghi e altro. Tutte cose utili nella vita di tutti i giorni ma sicuramente non sintonizzate con una visione pragmatica.
In conclusione il test, se pur in modo giocoso, va a razzolare in questa dimensione idealista, cerca di  scoprire se questa, più o meno manifesta, è sproporzionata rispetto ad un presunto equilibrio.

Giorgio Carnevale