UN
BACIO
Mi
trovavo in una piccola stazione di transito, dove vi si arriva da varie città
per poi prendere un piccolo treno che porta al porto dove ci si imbarca per l'isola.
Altre volte mi sono trovato in questa piccola stazione, e ho notato come
si alternano momenti di confusione a momenti di calma. Quando arrivano i treni
dal nord e dal sud scendono molti passeggeri che cercano ognuno la coincidenza
per il porto.
In una delle tante volte che mi recavo sull'isola mi capita un fatto che
rimarrà impresso nella mia memoria per sempre.
Arrivo in stazione dal porto,
scendo dal piccolo treno e con un certa frenesia cerco di capire su quale
binario arriverà il treno che mi condurrà in città. Sul binario principale, a
pochi metri da me, passa a velocità ridotta una motrice in manovra, nello
stesso istante si sente il treno fischiare e mescolato con il fischio sento un
rumore che non riesco a descrivere. Per un attimo non capisco, ma tutta la mia
attenzione è rivolta li. In un attimo mi si gela il sangue, nella piccola e
confusa stazione cade un silenzio terribile, inquietante. Un silenzio di morte.
Uno scarpone in terra tra i binari e pochi metri dopo un corpo senza vita in
mezzo alle rotaie. Morto. Una ragazza ha visto quell'uomo buttarsi sotto il
treno. E' terrorizzata, piange si dispera. La morte, la paura si espande
velocemente in tutta la piccola stazione. Tutti siamo paralizzati, inermi,
attoniti. Ognuno cerca di reagire a modo suo. C'è chi piange, chi telefona, chi rimane ammutolito. I miei pensieri corrono.
Cammino lentamente
lungo
il marciapiede pensando alla morte, al suicidio, e a tutte quelle volte che ho
pensato anche io di compiere lo stesso gesto. Mi vengono i brividi, sono
angosciato da tutto quello che mi circonda, la voglia è di scappare dalla
sensazione di morte che avverto dentro di me. Ma non ci riesco, mi ha
catturato. Mi guardo intorno, cerco nelle persone intorno a me qualcosa di
vitale, qualcosa che possa aiutarmi a venir fuori dalla morte, qualcosa di
vivo. Non trovo niente! Tutti sembrano stare nelle mie condizioni, però
reagiscono parlando dei particolari del fatto, cercando qualche piccola sfumatura
che possa assolverli dalla loro morte, che permetta di tenere lontana una brutta
emozione. Io non ci riesco. In un attimo di
lucidità penso che in queste circostanze essere con qualche amico o conoscente aiuta
molto, si può parlare, e probabilmente anche io starei a descrivere i dettagli
drammatici di quella tragedia. Continuo a cercare un nutrimento vitale. Mi
accorgo però che lentamente è come se stessi diventando sordo, percepisco il
mondo come tutto ovattato, soffocato. La distanza tra me e il resto aumenta e con lei la paura.
Ad un certo punto il mio sguardo cattura una coppia. Anche loro sono
visibilmente scioccati dalla morte. Lei forse piange. Si abbracciano si baciano,
si stringono l'uno con l'altro e poi si baciano ancora. Mi accorgo che loro
riescono a farmi stare meglio. Il loro amore sembra essere l'unico antidoto
contro la morte, anche per me. Mi abbandono ai miei pensieri, al mio amore.
Amare una persona ed essere amati è probabilmente l'unico modo per contrastare
la morte. Non solo la morte della stazione, ma la morte che è dentro e fuori di
noi. Possiamo sopravvivere amando ? Credo che sia l'unica possibilità che
abbiamo. Nella vita si fanno tante cose, si combatte sempre il tempo come
qualcosa che scivola via e ci conduce alla morte. Si pensa sempre al futuro, a
quello che succederà domani. L'amore è il presente è quello che oggi so di
avere. Da vita, e fa sentire la morte come qualcosa di meno opprimente, meno doloroso.
Nella
mia mente rimarrà impressa la tragedia che ho vissuto nella stazione, ma anche
quel bacio che con la forza della vita mi fa pensare che forse quel ragazzo non
poteva baciare, non poteva essere baciato. Intrappolato per qualche motivo nella
morte non è riuscito a trovare la vita, per non soccombere nella morte.
Ricorderò quel bacio, ricorderò l'amore che emanava, ricorderò che si può
vivere.
Il suicidio è un gesto estremo, spesso viene definito come un atto di coraggio
altre volte una vigliaccata.
Io credo che il suicidio è l'apice di uno spazio vitale che non esiste più.
E'
la mancanza di vita o l'impossibilità di utilizzarla.
E' la precoce perdita di
ogni arma contro la morte che per natura ci portiamo dentro.
E' l'impossibilità
di amare e di essere amati.
Ricorderò
quel bacio